Strategie pratiche e consigli bancari per risanare i tuoi conti
di Tommaso Monducci e Alessio Codispoti
La gestione del capitale per persone indebitate richiede un approccio strutturato, volto a ridurre l’esposizione debitoria, riorganizzare il budget familiare e, nei casi più gravi, ricorrere a procedure legali di sovraindebitamento. Nella maggior parte dei casi, le persone si indebitano per via del gioco d’azzardo: essendo una patologia a tutti gli effetti, gli individui più esposti non riescono a venire a capo della loro situazione ed entrano in un “circolo vizioso” dal quale non sono più in grado di uscire. Di conseguenza, nel tentativo di vincite fortunate e improbabili, i giocatori accaniti non fanno altro che spendere soldi che non possiedono usufruendo dei prestiti delle banche. In questo modo si indebitano sempre di più e non riescono mai a risanare la somma dovuta, ragion per cui vanno incontro alla rovina. In Italia, il fenomeno dell’indebitamento legato al gioco d’azzardo colpisce una parte significativa della popolazione, con stime che indicano che circa 1,5 milioni di italiani soffre di ludopatia, cifra che rappresenta il 3% della popolazione maggiorenne. Ulteriori studi indicano che 7 persone su 10 con una grave dipendenza da gioco si indebitano e rischiano la distruzione delle proprie relazioni familiari ed economiche. Riguardo tutto ciò abbiamo intervistato una dipendente della Banca Intesa Sanpaolo la quale, vedendo ogni giorno situazioni simili, ci ha spiegato approfonditamente e chiaramente come davvero stanno le cose.
Ormai ogni azienda o ente si trova a gestire un proprio patrimonio economico. Cos’è un capitale e quali sono i benefici che abbiamo nel possederlo nel 2026?
«A livello finanziario, un capitale è ricchezza accumulata, derivante dai propri lavori o ereditata dalla famiglia. Il suo vantaggio è la libertà: permette di fare ciò che ogni persona vuole, come viaggiare, acquistare degli immobili e, soprattutto, garantire una sicurezza economica in vista della vecchiaia».
Considerando le sue giornate lavorative in banca, ha mai visto persone che hanno utilizzato il loro capitale in maniera inadeguata? Come si può arrivare ad avere un debito con la banca oppure, esagerando, andare in bancarotta?
«Dobbiamo fare chiarezza: il termine ‘bancarotta’ riguarda gli imprenditori e non i privati. I clienti comuni però possono indebitarsi oltre misura, come accade nei casi di ludopatia.
Esiste il debito ‘buono’, per esempio il mutuo: chi non ha la liquidità per una casa, ricorre alla banca. Naturalmente il prestito bancario non è gratuito: la somma andrà restituita con l’aggiunta degli interessi. Il problema nasce, dunque, quando la persona fisica non riesce più a garantire la restituzione del debito alla banca».
In merito al passato, le persone di 20 anni fa, ad esempio, come gestivano il proprio capitale rispetto a oggi? Il tasso di debiti nel corso degli anni è aumentato o diminuito?
«In confronto ad oggi, le persone di 20 anni fa gestivano meglio il proprio capitale. Sicuramente, il tasso delle persone indebitate è aumentato a causa del ventaglio di possibilità di spesa e di accesso al credito. Un tempo, la gestione del proprio capitale economico era più oculata perché la sua circolazione era limitata e le generazioni passate tendevano a maneggiarlo con più rigore per assicurare alla propria famiglia una vita adeguata».
In questi ultimi anni si stanno verificando molti più casi di debiti da parte di ludopatici o giocatori d’azzardo. Quando si verificano questi problemi, lei come interviene? Come aiuta i propri clienti?
«Per risolvere questi problemi, cerchiamo di limitare i danni.
Uno dei metodi è bloccare le carte, specie quelle di credito, strumento più pericoloso perché consente di spendere soldi che non possediamo nel conto sul momento.
Operiamo così per non incrementare il debito. Poi segue un piano di rientro per risanare la posizione debitoria: ad esempio, il cliente versa una quota mensile (100 o 200 euro) proporzionata all’ammontare del debito sino all’azzeramento dello stesso».
Per concludere questa intervista, ha alcuni consigli per i giovani d’oggi al fine di gestire al meglio il proprio capitale economico e per non andare in debito?
«Iniziare dalle cose piccole. Anzitutto, gestire consapevolmente il proprio denaro: i soldi dei parenti non vanno spesi subito per scopi inutili, ma vanno gestiti con cura e parsimonia.
Inoltre, monitorare le proprie spese: l’utilizzo delle prepagate consente di rimanere aggiornati su tutti i vostri acquisti, controllando il conto in tempo reale.
Infine, è fondamentale maturare un autentico senso della misura: se non lavorate ancora e non disponete di un reddito personale, non potete permettervi spese superflue né concedervi il lusso di offrire cene o regali costosi. È necessario imparare a distinguere con lucidità tra bisogni reali e desideri momentanei, gestendo con responsabilità le risorse disponibili, senza sprecare ciò che non si è ancora guadagnato con il proprio impegno».
Articolo realizzato dalle classi del Russell Newton di Scandicci nell’ambito del Laboratorio di Edera “Il giornalismo in classe”.