Vesuviana Footbal Club

Vesuviana Football Club : dalle “stalle” alle … “stelle”! La scalata verso il successo.

Intervista a Francesco Arienzo

Vi immaginate se una piccola squadra di calcio di un altrettanto piccolo paese della provincia campana si ritrovasse inspiegabilmente in Serie A? Un paesino di nemmeno 8.500 abitanti, che risponde al nome (fantasioso) di Miracola Vesuviana, che ritrova la sua squadra locale nella massima serie dello sport più popolare d’Italia, a competere con team di storia e blasone diametralmente opposti.

È quello che è successo all’interno del nuovissimo podcast di Audible Originals “Vesuviana Football Club”, che in mezzo a mille disgrazie sportive riesce nell’impresa di esordire nel campionato di Serie A. Un miracolo sportivo a tutti gli effetti, partorito dalla fantasia di Francesco Arienzo (attore teatrale con una particolare passione per la stand-up comedy) che ci porta attraverso l’estate della promozione in serie A del Vesuviana FC tra calciomercato, scoop e molto altro.

Il podcast – a cui hanno partecipato tra gli altri anche voci molto note come quella di Francesco Pannofino, Frank Matano e Lodovica Comello – si apre con la telecronaca di Pierluigi Pardo che ci accompagna nell’ultima azione della partita conclusiva dei play off di serie B.

Ho avuto il piacere di parlare con Francesco Arienzo, mente principae di questo nuovo format di podcast e di come nasce questa fantasiosa avventura del Vesuviana FC.

Il suo podcast “ Vesuviana Football Club ” è disponibile su Audible dal 24 di maggio. Come e da dove nasce l’idea di un podcast come questo? Qual è stato l’aspetto più difficile da programmare e realizzare?

«Il podcast, come ripeto spesso, è ‘una poesia al calcio di provincia’ in completa contrapposizione al calcio globale. Nasce perché è un mio desiderio, ho sempre sognato di scrivere una serie comedy. Il podcast mi ha dato la possibilità di farlo sicuramente con mezzi e linguaggio diversi rispetto al video, ma la scrittura ha richiesto lo stesso impegno.

Avevo voglia di raccontare il calcio, in chiave comica, e la provincia, che porto con me da sempre nonostante abiti nelle grandi città da anni. Tutto ciò mi ha fatto portare avanti questo progetto fino a proporlo ad Audibile che ha accettato con entusiasmo. È un progetto diverso dagli altri, credo sia la prima serie podcast comedy. La difficoltà è stata sicuramente la scrittura:

500 pagine e 7 mesi di lavoro! L’idea è stata concepita insieme a Veronica Pinelli e poi sceneggiata con Marco Renzi. Anche la fase di incisione è stata difficoltosa, rimandata varie volte causa pandemia. L’abbiamo incisa a ottobre scorso coinvolgendo più di 30 attori e non potevamo farlo nel classico studio di registrazione.

Abbiamo optato per farlo all’interno di un teatro, l’Elfo Puccini di Milano: nonostante fosse chiuso al pubblico ci hanno riservato la sala solo per noi e, rispettando tutte le regole, siamo riusciti ad incidere il tutto all’interno di un teatro proprio mentre i teatri erano chiusi».

Vesuviana Footbal Club
Vesuviana Footbal Club

Vesuviana Football Club, parte 2

Sono tanti i personaggi coinvolti nel progetto Vesuviana Football Club (Francesco Pannofino, Lodovica Comello, Frank Matano, Pierluigi Pardo…). È stato difficile “convincerli” a sposare questo tipo di format?

«No, non è stato molto difficile convincerli. Con Frank Matano ho un rapporto di amicizia e collaborazione e dunque è stato uno dei primi ad accettare. Hanno accettato tutti fin da subito con entusiasmo perché questo è un progetto, anche nella fase di post produzione, diverso dal solito e tutti sono stati entusiasti di partecipare. Oltre ad un podcast comico è anche un finto documentario: all’interno ci sono un sacco di effetti ambientali per rendere meglio l’idea di quello che si sta ascoltando. Esempio: Veronica Pinelli, che interpreta Veronica Mantovani ovvero “l’inviata”, era sempre all’esterno dell’ipotetico studio televisivo. Dovevamo quindi riprodurre tutti quei particolari suoni. È stato divertente e complicato, e questa complessità è arrivata un po’ a tutti quelli che hanno partecipato e li ha incuriositi». 

Da italiani non possiamo fare a meno di ricordare l’impresa di Mister Ranieri con il Leicester in Premier League, da sempre uno dei migliori campionati del mondo. Si può dire che una parte dell’ispirazione per la produzione di questo podcast venga anche da miracoli di calcio giocato come questo?

«Sicuramente. È la storia di Davide che batte Golia, è questo che ci ha sempre affascinato. Pensiamo certo al Leicester di Ranieri o la recente vittoria della Europa League del Villareal contro il Manchester United.

Sono queste piccole favole che a volte si riescono a realizzare. Come in questo caso, la finta storia miracolosa del Vesuviana FC del fantasioso paese di Miracola Vesuviana inserito in un contesto assolutamente reale come quello dell’arrivo in Serie A. Abbiamo capito che sarebbe stato un altro bellissimo miracolo del calcio, e l’ispirazione ce l’hanno sicuramente data anche queste piccole grandi storie di calcio».

Vesuviana Football Club, la fine dell’intervista

Guardando la situazione calcistica attuale non può non saltare all’occhio l’assenza dagli stadi di quelli che sono da sempre i protagonisti dello sport: i tifosi, che stiamo ritrovando durante questo campionato Europeo. Anche nel podcast il Vesuviana Football Club è spinta e sostenuta da una appassionata tifoseria. Che ne pensa?

«All’interno del podcast la tifoseria è un elemento imprescindibile. Anche perché la “nostra” tifoseria è molto particolare e colorita: il gruppo si chiama “Uniti ma Umili”, capeggiata dal capo-ultras Attilio Chiariello detto “Attila” ma solo per assonanza perché è un ultras pacifista! Il paradosso porta sempre curiosità (ride, ndr). Nell’immaginario collettivo si identifica il tifo come quello caldo, delle curve. Nel podcast la tifoseria sembra uscita da Mary Poppins!

Anche per il calcio reale il tifo è importantissimo, lo stiamo vedendo ora con gli Europei. Non sono mai stato un assiduo frequentatore dello stadio, però il “trasporto” che c’è e che puoi dare ai calciatori credo che sia incredibile. Speriamo che si possa tornare negli stadi nel miglior modo possibile, con regole precise. Perché anche prima con gli stadi pieni non sempre andava tutto bene ed era una cosa abbastanza spiacevole, ma il tifo è sempre necessario per le squadre».

Ci sarà un seguito? Magari con la vittoria di una Coppa…

«Magari! Ci auguriamo di poterlo raccontare, sempre però attraverso i fallimenti perché sono sempre più interessanti (ride, ndr). Questo è un progetto che ascoltandolo lo immagini anche visivamente. Ci sarebbe ancora tanto da raccontare. Perché attraverso l’epopea di questa squadra si scopre piano piano anche il paese di Miracola Vesuviana, che noi abbiamo immaginato come una sorta di piccola Springfield partenopea con personaggi surreali».

di Gabriele Batistini per Edera Online

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