Il caso iN’s e Si-Cobas
di Jul Marchiani
Lo sciopero di 11 giorni indetto dai magazzini iN’s di Tortona, snodo logistico per i rifornimenti di tutti i negozi di Piemonte e Liguria si è concluso il 29 giugno scorso. La protesta è stata ben documentata dall’inizio alla fine; andiamo dunque a fare luce sui retroscena e i procedimenti ancora in corso di un caso che potrebbe essere definito “esemplare”.
Il quadro emerge intervistando un lavoratore che era là: il 19 giugno, verso le nove del mattino, quando un responsabile del magazzino ha iniziato a riprendere gli operai mentre li insultava, documentando le offese razziste per aggiungere la gogna pubblica ai turni gravosi, alle minacce e alla già ripetuta umiliazione.
Quando i lavoratori conoscono i propri diritti
Per comprendere appieno cosa è successo, è necessario fare un passo indietro. Man And Work è la nuova agenzia di subappalto che fornisce lavoratori a iN’s Mercato Spa, secondo le cronache sindacali, più o meno dal 2020.
La storia dei lavoratori del magazzino iN’s di Tortona si intreccia con il sindacato Si Cobas già dal 2017-18, in un percorso durato anni e costellato di picchetti. Guidati dal sindacato, i lavoratori hanno scoperto alcuni meccanismi applicati dalle aziende per tenerli in condizioni di precarietà e hanno trovato anche l’antidoto: unione, organizzazione, comunità.
Per questo, il giorno prima che partisse il blocco, quel fatidico 19 giugno, nel magazzino con il responsabile non c’erano solo dei lavoratori oppressi, ma una comunità già formata dall’aver superato insieme diversi ostacoli.
Quando le cose sono un po’ sfuggite di mano
L’ostacolo più grosso sul percorso dei lavoratori di Tortona è arrivato nel 2026, con il Decreto Sicurezza. Un provvedimento che, entrato in vigore, avrebbe potuto mettere fine alle manifestazioni prima che gli scioperanti avessero modo di farsi prendere sul serio.
A proposito, il sindacato Si Cobas ha raccontato di un clima accompagnato da sempre più fogli di via. Fino a quest’anno, quando nei primi giorni dello sciopero, la Procura aveva già assegnato tre fogli di via, allontanando membri del sindacato. Un duro colpo per l’organizzazione della protesta.
Gli operai del magazzino si sono quindi riorganizzati da soli per andare avanti grazie alla propria esperienza e alla guida del sindacato.
War is over (?)
I lavoratori sono stati chiamati urgentemente dalla Prefettura. Dopo la denuncia formale dei reati commessi dal responsabile di magazzino di Man Hand Work, questi è stato finalmente allontanato e il blocco si è concluso. E per le altre richieste? È stato annunciato un secondo incontro più avanti, dopo il rientro a lavoro dei magazzinieri.
Quindi, che cosa succede dopo uno sciopero? In questo caso, non è esattamente un “e vissero tutti felici e contenti”. Infatti, i provvedimenti legali stanno iniziando ad arrivare, ma della data del secondo incontro neanche l’ombra, mentre il lavoro prosegue e i negozi sono tornati alla normalità.
Che cosa ci hanno lasciato in eredità questi 11 giorni? (Un caso che fa scuola)
A prescindere da ciò che è stato ottenuto, lo sciopero del magazzino di Tortona è stato spettacolare. Grazie anche ai social, gli scioperanti trascinati via dalle forze dell’ordine non sono passati inosservati, e nemmeno gli scaffali vuoti dei reparti alimentari.
All’inizio molti operai volevano andare a manifestare a Torino davanti alla sede di Man Hand Work, ma la scelta ragionata con il sindacato Si Cobas di colpire direttamente i punti vendita si è rivelata logica e difficile da ignorare.
Quella dei lavoratori di Tortona non è solo una storia di resistenza, quanto di strategia e solidarietà. Un caso che ci parla del diritto allo sciopero oggi e di come sta cambiando.
Articolo scritto all’interno del Laboratorio Edera Summer Camp di comunicazione e scrittura giornalistica realizzato da Edera Rivista.