Riccardo Starnotti, la guida turistica dantesca che “condivide bellezza” con il mondo; e Dantflix?

Tour guidati a tema del “Sommo Poeta” e il progetto Dantflix, abbiamo fatto due chiacchiere con Riccardo Starnotti, famosa guida dantesca toscana.

Arte e letteratura: un binomio perfetto. Fermate il tempo, chiudete gli occhi e provate a immaginare Dante Alighieri che passeggia per le vie di Firenze. Riapriteli, così, di colpo. Fermiamoci in piazza Santa Croce, il quartiere fiorentino dal colore azzurro, cuore del calcio storico.

L’omonima Basilica in marmo bianco di Carrara, è sorvegliata da un monumento commemorativo in grado di rapire lo sguardo del mondo. Scolpito da Enrico Pazzi e innalzato al centro della piazza nel 1865;

il Sommo Poeta è cinto da una corona di lauro, con la mano destra sorregge la Divina Commedia, con la sinistra trattiene il manto. Ai suoi piedi un’aquila con le ali semichiuse. È circondato da Marzocchi, i leoni simbolo del potere popolare. Nel 1868, la scultura “vivente” fu spostata sul sagrato. 

Riccardo Starnotti declama Dante

Dante, un po’ di storia

Di ritorno da Ravenna contrasse la malaria e nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321   volò via.

Sono trascorsi settecento anni. “Galeotto fu”,  “Il Bel Paese”, “Fa tremare le vene e i polsi”: espressioni e parole. Grandezza ed eternità. Dante Alighieri ci ha lasciato un’eredità inestimabile. Le sue immortali terzine risuonano ancora oggi nel cuore di “Fiorenza”. Sparse nella città ci sono 34 lapidi marmoree con citazioni tratte dalla Divina Commedia.

Ogni volta che ne scovo una, mi fermo, leggo lentamente e proseguo. Proseguiamo. In piazza Duomo, di fronte alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, sorge il Battistero di San Giovanni. Fu battezzato proprio qui, nella chiesa più antica di Firenze, il padre della lingua italiana. «Dove abitava Dante?»: quante volte ci siamo posti questa domanda? Spostiamoci nel cuore della Firenze medievale. 

L’edificio che  ospita il Museo Casa di Dante, in via Santa Margherita 1, è collocato nel luogo in cui si suppone fosse la sua residenza natale. La storia del “poeta che inventò l’Italia” non smette di affascinare. Nella chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi, Dante sposò Gemma Donati e incontrò Beatrice Portinari.  Il Sommo Poeta spesso si sedeva su un grande masso e meditava.

Un giorno un uomo gli chiese: «Oh Dante, icché ti piace di più da mangiare? » e lui rispose: «L’ovo!». L’anno  dopo, l’uomo passò di nuovo e rivedendo il poeta nella stessa posizione, domandò: «Co’ icché? » e lui senza esitazione esclamò: «Co i’ sale!» Dove si trova oggi “Il sasso di Dante”? Tra  piazza delle Pallottole e via dello Studio. 

Dante Alighieri, Riccardo Starnotti

Riccardo Starnotti, l’inizio della sua storia 

Riccardo Starnotti è una guida turistica dantesca. Una delle più acclamate di Firenze e della Toscana. Nel 2009 ha aperto l’Associazione Culturale Amici di Dante in Casentino e nel 2015 ha lanciato il Cammino di Dante in Casentino «nel nome del poeta». Con la sua compagna spesso andava in vacanza nel nord della Spagna, proprio dove passavano i pellegrini. “Galeotto fu” è il proprio il caso di dirlo.

La sua storia è tanto travolgente quanto appassionante. Me l’ha raccontata una mattina d’autunno, mentre il sole illuminava il cielo, la vita, i sogni. 

Papà fiorentino, mamma casentinese. La maturità scientifica, la facoltà di Giurisprudenza, l’amore esploso all’improvviso per Dante Alighieri e la Divina Commedia.  «La verità è che io ancor prima di studiare Diritto volevo fare il calciatore.

Ero anche bravo, arrivai a giocare nelle giovanili della Fiorentina, ai tempi in cui c’erano Batistuta e Rui Costa. Feci anche qualche apparizione in prima squadra. Nel 2001 con Cecchi Gori, la Fiorentina fallì. E  io iniziai a studiare Diritto per un motivo un pochino più economico. I miei genitori divorziati scrivevano lettere, poi pagavano l’avvocato che  le firmava, le inviava e incassava tutto il lavoro fatto dai miei.

Allora pensai: se tutti gli avvocati fanno così, studio Diritto perché è una gioia!». Sorridiamo all’unisono. Poi torniamo seri e lui continua. «Fatto sta che iniziai a studiare. Mi è stato molto utile. Perché dando un esame di Filosofia del Diritto c’era un professore – Luigi Lombardi Vallauri – che sosteneva che l’Inferno fosse anticostituzionale. Rimandava a dei canti della Commedia.

L’inizio degli studi su Dante

Li studiai, passai l’esame e rilessi tutto l’Inferno; nel XXX canto si parla del castello di Romena che si vede proprio da casa mia. Lo trovai interessante e decisi di andare  avanti. Da gennaio a marzo 2008 lessi tutto il Purgatorio. Nel V canto si racconta della famosa battaglia di Campaldino tra Guelfi fiorentini nel cui esercito ha combattuto Dante e Ghibellini aretini.

E c’è il castello di Poppi con la piana. Da marzo ad agosto 2008 lessi il Paradiso e nell’XI canto viene citato il Sacro Monte della Verna dove San Francesco d’Assisi ha ricevuto le stigmate ‘nel crudo sasso, intra Tevero e Arno’. Presi gli sfondi di Gustave Doré, uno dei più grandi illustratori della Commedia e li misi dietro le parti dei canti inerenti. Poi andai  a cercare questo vestito».

Danbte Alighieri, la guida di Riccardo Starnotti

Riccardo trasmette e condivide la sua passione per la Divina Commedia. Rievoca e recita solennemente il Sommo Poeta attraverso un linguaggio chiaro ma dal suono antico. Mi racconta dove ha acquistato il vestito in velluto che indossa durante i suoi tour. «Un giorno dopo aver girato dieci sartorie, passai ponte alla Vittoria e arrivai nella sartoria teatrale,  aperta ancora oggi.  Nell’iconografia Dante viene rappresentato così, di rosso, il colore dei letterati». 

I tour danteschi nel cuore di Firenze

Professionalità e passione: Riccardo Starnotti ci riporta indietro nel tempo. «A Firenze da quando c’è stato il lockdown, abbiamo sviluppato quattro tour danteschi. Il primo si chiama “La Firenze di Dante” e va dalla statua di Dante in Santa Croce al Battistero.

Da Borgo dei Greci arriviamo in piazza della Signoria e poi un giro nel  quartiere di Dante; passiamo davanti alla Torre della Castagna. Stiamo cercando di sviluppare una collaborazione e una formula per fare in modo che la chiesa Santa Margherita de’ Cerchi sia sempre aperta.

“La Firenze tra Guelfi e Ghibellini”, inizia da Santa Maria Novella e termina a Ponte Vecchio. Dalla zona di San Pancrazio, passando però per via del Purgatorio, via dell’Inferno e via del Limbo, arriviamo in piazza Santa Trinita, la chiesa dei Guelfi Neri.

Dalla piazzetta del Limbo proseguiamo verso la torre dei Buondelmonti. “In Memoria di Dante” è un percorso per le 34 placche dantesche dislocate in  città e volute nel 1900 dal sindaco Torrigiani. Venti citazioni del Paradiso, cinque del Purgatorio e nove dell’Inferno. Il quarto è  San Miniato al Monte; l’unica chiesa insieme al Vaticano a essere menzionata nella Divina Commedia.

Da  Piazzale Michelangelo proseguiamo verso San Miniato».

Cos’è Dantflix 

Materiale didattico e audiovisivo, mappe concettuali, incontri mensili e videoconferenze online: Dantflix è un progetto ideato da Riccardo Starnotti e studiato nei minimi dettagli.

«È la prima piattaforma al mondo; ci sono più di 100 video. Mettendo insieme tutto il materiale, mi sono reso conto che la Divina Commedia serve per tre tipi di persone in particolare: gli appassionati,  chi impara la lingua e  gli studenti che devono passare un esame. Ci sono tre tipologie di abbonamenti,  annuali o mensili.

Per comprendere l’opera abbiamo sviluppato un metodo che si chiama S.T.A.R.S MAP. Ogni lettera rappresenta un gradino che la persona deve fare per la comprensione di un qualsiasi canto. C’è anche un gruppo Facebook privato, se hai un dubbio io in 24 ore ti rispondo. L’idea è di mettere a disposizione uno strumento che ti permettere di essere indipendente quando vuoi e come vuoi.

Visite guidate e congressi: chi è dentro Dantflix ha dei benefici».

di Michela Micheli per Edera Online

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