Firenze prima e dopo

L’amore per Firenze, la passione per l’arte, un emozionante progetto culturale, “Firenzeprimaedopo”

Ho fatto quattro chiacchiere con Simone Catelani, un fiorentino appassionato di arte. “Firenzeprimaedopo” è un progetto culturale nato nel 2019. «Un bel passatempo che racconta Firenze con occhi un po’ diversi». Felpa a tema giglio e un gran  sorriso: Simone mi ha raccontato la sua storia una mattina di fine ottobre, mentre passeggiava per le vie della sua città… che ormai è anche mia. 

Firenze Prima e dopo

Simone Catelani, l’inizio della sua storia 

«La mia storia in breve? Impossibile!», sorride. «Posso definirmi una guida turistica mancata. Dovevo fare l’Istituto Tecnico per il Turismo. Purtroppo non l’ho fatto. Ho scelto altri campi ma la passione è rimasta. Prima del Covid accoglievo i turisti e sorvegliavo la Basilica di San Lorenzo. Ora la cooperativa che lavorava lì, non c’è più», mi spiega mentre inquadra piazza della Signoria. «L’arte e la storia di Firenze sono la mia passione». 

“Firenze prima e dopo”, il progetto culturale che divulga amore e supporta l’artigianato fiorentino

Sogni e amicizia da una parte, curiosità e cultura dall’altra. Mi complimento per il progetto “Firenzeprimaedopo” e gli  chiedo com’è nato. Simone mi ringrazia e risponde: «La pagina è nata due anni e mezzo fa, nel giugno 2019.

L’ho creata perché quando ero piccolo mio padre mi portava sempre  al Bargello e agli Uffizi. Io ero molto curioso di sapere com’erano quei luoghi prima. Dopo aver trovato stampe, cartoline e libri sulla Firenze del passato, ho aperto definitivamente la pagina Instagram. Nel luglio 2020 si è aggiunto Andrea, un mio amico appassionato di video».

Simone, Andrea e Cosimo “l’ultimo arrivato” mettono a confronto la Firenze di ieri con quella di oggi, attraverso curiosità e tanta arte. Su Instagram e YouTube pubblicano video e foto. «“Alla scoperta di” e “Gli artigiani fiorentini” sono le rubriche principali – dice – . Un gruppo di artigiani dell’Oltrarno ci ha coinvolto in un progetto di valorizzazione. Si chiama “In bottega”. Noi li supportiamo con riprese e dirette. Diamo il nostro piccolo contributo. Purtroppo molte botteghe stanno chiudendo».

Prima di salutarci, gli faccio un’ultima domanda sulla sua città. Lui si ferma e risponde con  fierezza: «Firenze è maestra, è mamma, è sorella. È tutto».

di Michela Micheli per Edera Online

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