Al centro della canzone, libertà e nuove avventure
di Margherita Barzagli
“Per tutte le persone che hanno sempre il passaporto in mano e sono pronte a partire verso una nuova avventura” ecco a chi dedica “Pasaporte” Giorgia Moschini, in arte Georgia Mos, Dj trentatreenne di Sanremo. Per Edera ha raccontato di sé e della sua carriera fra sfide, ispirazioni e sguardo al futuro.
“Spero che chi lo ascolta possa ritrovare la stessa energia positiva e la stessa voglia di scoprire il mondo che provo ogni volta che salgo su un palco o prendo un aereo”…
E allora, con le domande, partiamo!

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica e da dove arriva la tua passione?
La musica è sempre stata presente nella mia vita. Ho iniziato a studiare canto e chitarra classica da bambina e, per tanti anni, anche danza. Prima ancora di immaginarmi dietro una console, sognavo semplicemente di vivere di musica. Crescendo ho scoperto la musica elettronica e ho capito che quello era il linguaggio con cui riuscivo a esprimermi meglio. Ancora oggi, dopo tanti anni, la sensazione che provo quando salgo sul palco è la stessa: un mix di emozione, adrenalina e gratitudine.
Come definiresti il tuo modo di fare musica?
Il mio modo di fare musica è un equilibrio tra energia ed emozione. Mi piace creare brani che facciano ballare ma che raccontino anche una storia. Negli ultimi anni mi sono avvicinata molto all’Afro House, un linguaggio musicale internazionale che mi permette di unire groove, melodie e influenze raccolte durante i miei viaggi. Mi piace sperimentare e non sentirmi mai chiusa dentro un solo genere.
Siamo nel 2026 e ancora il mondo dei DJ è a prevalenza maschile: cosa significa essere donna e fare questa professione?
Quando ho iniziato era sicuramente più difficile. Ho avuto spesso la sensazione di dover dimostrare qualcosa in più rispetto ai colleghi uomini. Oggi, fortunatamente, le cose stanno cambiando e vedo sempre più donne conquistare spazio grazie al loro talento. Credo che il vero obiettivo sia arrivare a un punto in cui non si parlerà più di “DJ donna”, ma semplicemente di artisti. Alla fine sono la musica, la professionalità e la costanza a fare davvero la differenza.
Nata a Sanremo, adesso vivi un po’ in tutto il mondo. Nella tua musica ritroviamo più tracce delle tue origini o più tracce del tuo presente?
Entrambe. Sanremo mi ha dato le radici: è la città della musica e lì è nato il mio sogno. Poi sono arrivati i viaggi, i tour, le esperienze internazionali e ogni Paese mi ha lasciato qualcosa. Oggi la mia musica è il risultato di tutto questo. Pasaporte racconta proprio la mia vita fatta di aeroporti, valigie, culture diverse e persone incontrate in giro per il mondo.
Essere DJ vuol dire essere musicista o sono due tipi di carriera diversi?
Per me sono due mondi che possono convivere. Oggi un DJ non è soltanto qualcuno che mette dischi: produce musica, costruisce uno spettacolo, racconta una visione artistica. Io mi considero una musicista perché scrivo, produco e continuo a studiare. Con Pasaporte, inoltre, ho fatto un passo in più: per la prima volta sono io a cantare in un mio brano in spagnolo. È stata una sfida molto personale che mi ha permesso di mostrare un’altra parte di me.
Che sogni hai nel cassetto?
Ho ancora tantissimi sogni. Vorrei continuare a portare la mia musica in sempre più Paesi, collaborare con artisti internazionali e crescere come producer e performer. Mi piacerebbe anche continuare a sperimentare con la voce, perché è una parte di me che per tanti anni è rimasta in secondo piano. E poi c’è un sogno legato alle mie origini: un giorno mi piacerebbe salire sul palco del Festival di Sanremo in una veste diversa, unendo tutto il mio percorso artistico.
Se dovessi dare un consiglio a chi vuole fare della musica la sua professione, quale sarebbe?
Di non cercare scorciatoie. Oggi siamo abituati a vedere solo il risultato finale, ma dietro ogni carriera ci sono anni di studio, sacrifici e momenti difficili. Io stessa ho costruito il mio percorso passo dopo passo: dai piccoli club ai grandi festival internazionali, passando per esperienze importanti come Top DJ, dove ero l’unica donna in gara. Credo che la passione, unita alla disciplina e alla costanza, possa davvero portarti molto lontano.
Altro da aggiungere o da voler dire?
Vorrei invitare tutti ad ascoltare Pasaporte, perché rappresenta un nuovo capitolo della mia carriera. È un brano dedicato a tutte le persone che hanno sempre il passaporto in mano e sono pronte a partire verso una nuova avventura. Per me ha un significato speciale perché, per la prima volta, sono io a cantare, in spagnolo, e ho voluto raccontare in prima persona la mia storia fatta di viaggi, musica e libertà. Spero che chi lo ascolta possa ritrovare la stessa energia positiva e la stessa voglia di scoprire il mondo che provo ogni volta che salgo su un palco o prendo un aereo.