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OBIETTIVO SICUREZZA A FIRENZE

La scommessa del Comune e la realtà di Novoli

di Bianca Biliotti

Durante un incontro con la sindaca di Firenze Sara Funaro, avvenuto il 13 maggio scorso, noi studenti del corso di laurea in “Strategie di comunicazione nella società digitale” dell’Università di Firenze abbiamo avuto l’opportunità di rivolgerle alcune domande su dei temi a noi cari, uno di questi è quello sulla sicurezza della città, in quanto da gennaio 2026 sono state aggiunte nuove zone rosse nella città metropolitana, incluse alcune aree del quartiere 2 e del quartiere 5. 

Nel corso dell’intervista, è emersa una chiara consapevolezza riguardo alle criticità legate alla sicurezza nell’area metropolitana. Tuttavia, è stato giustamente sottolineato come questo problema non sia isolato, ma interessi tutte le principali città italiane. Il nodo centrale della questione, secondo la sindaca, risiede nel governo centrale, dal quale non viene inviato un numero di agenti sufficiente a fronteggiare l’elevata quantità di persone che gravitano a Firenze: basti pensare che, durante le ore notturne, non si raggiunge nemmeno un terzo delle pattuglie necessarie. Nonostante ciò, sul territorio comunale ci sono aree presidiate costantemente, come la zona di Novoli, che nell’ultimo periodo è stata sottoposta a un monitoraggio continuo e a un potenziamento dei presidi. Parallelamente a queste misure, l’amministrazione sta investendo con forza anche sul fronte della prevenzione. 

Un’altra area critica sotto l’occhio del Comune è la zona delle Cascine. Qui è stata introdotta la figura della polizia di prossimità: gli agenti della polizia municipale pattugliano il quartiere a piedi, confrontandosi direttamente con i residenti grazie a nuove politiche di coinvolgimento e ascolto dei cittadini.

Il tema della sicurezza tocca da vicino anche i mezzi di trasporto pubblici, in particolare la tramvia. Per garantire una maggiore tutela dei passeggeri è stata istituita la polizia tranviaria, che prevede l’impiego di agenti sia in divisa sia in borghese. Il servizio punta a rendere più sicuro il trasporto pubblico soprattutto nelle ore serali, individuate come la fascia oraria più critica.

La sindaca si augura che i risultati di queste misure possano essere visibili al più presto. Secondo quanto riportato da alcune testate giornalistiche, il Comune ha inoltre avviato un nuovo progetto triennale che prevede il coinvolgimento attivo della cittadinanza, denominato “Volontariato per la Sicurezza 2026/2029”. Dove volontari opereranno in gruppi di più o meno due persone con un uniforme per essere ben individuati e in seguito di fare da assistenti civici che cooperano con gli agenti della polizia locale. Il loro compito è anche quello di sensibilizzare i cittadini.

In parallelo all’azione istituzionale, gli stessi fiorentini si sono organizzati autonomamente nel corso del tempo. È il caso di alcune iniziative spontanee nate dal basso, come la pagina social “Il mondo che vorrei” o il “Comitato dei cittadini attivi di San Jacopino”. Queste realtà, oltre a presidiare fisicamente le zone più critiche della città, svolgono un’importante attività di informazione e sensibilizzazione proprio attraverso le piattaforme digitali.

È interessante riportare anche la testimonianza di uno studente fuorisede, originario di Torino, che alloggia presso la residenza universitaria del campus di Novoli, il quale può dirci da vicino com’è vivere in una zona critica. 

Nella sua esperienza personale, lo studente dichiara di sentirsi protetto all’interno della struttura, grazie agli ingressi controllati che fungono da efficace filtro per gli accessi. Durante la settimana l’ambiente circostante risulta pacifico, essendo frequentato quasi esclusivamente da universitari.

La situazione cambia tuttavia nel weekend, quando molti giovani si radunano sotto i vari plessi per consumare alcolici, disturbando la quiete pubblica e dando vita a potenziali situazioni di pericolo, difatti molte mattine vengono rinvenute tracce di bottiglie rotte. Infine, nonostante i recenti annunci della sindaca riguardo al dispiegamento di nuove pattuglie, lo studente riferisce di vederne ancora poche e di non percepire, per il momento, reali cambiamenti nella zona di Novoli. Ciononostante, confida che la situazione possa migliorare a breve.

Articolo scritto all’interno del Laboratorio di Giornalismo realizzato da Edera Rivista  all’Università di Firenze

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