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NON È MAI TROPPO TARDI

La storia di Letizia Toni, la Gianna Nannini del cinema partita dalla provincia toscana

Testo di Niccolò Righi – Foto di Federico D’Onofrio

Dalla provincia pistoiese ai riflettori dei Nastri d’Argento, il viaggio di Letizia Toni non è stato una linea retta, ma un percorso fatto di resistenza, abnegazione e una sana dose di coraggio. “Vado punto e a capo, vedrai”, recita la canzone. E di punti, l’attrice ne ha dovuti sopportare tanti nella sua vita: i genitori che all’inizio proprio non capivano perché scegliere la strada ignota e impervia dell’artista anziché la stabilità della serra di famiglia, un brutto incidente stradale nel 2017, il Covid che ha interrotto i primi istanti di successo. Punti nei quali è sempre riuscita ad andare a capo: «Le difficoltà mi hanno aiutata ad affrontare un mondo complicato com’è quello del cinema, fatto di tanta solitudine, attese, porte in faccia. Se mi guardo indietro vedo che quella fatica e quel dolore mi sono serviti a sostenere questo ritmo».

Quella di Letizia Toni è la classica storia che oltreoceano definirebbero ‘small-town girl makes it big’. È cresciuta nella provincia di Pistoia con il sogno di lavorare nel mondo del cinema e, dopo aver concluso il percorso scolastico, si è iscritta alla Scuola di Cinema e Immagine di Firenze. «Una volta entrata ha capito immediatamente che quello era il mio mondo – racconta – andavo lì tutti i giorni e ci stavo più tempo possibile». La passione, racconta, ce l’ha da sempre, da quando fin da piccola guardava con interesse i film dei vari Nuti, Veronesi o Pieraccioni, fino a recitarne a memoria le battute. Poi sono arrivati i primi lavoretti e con essi gli stipendi che le hanno permesso di trasferirsi nella città italiana del cinema per antonomasia: Roma. Oggi l’attrice vive nella capitale, ma il legame con le sue radici resta indissolubile. «Mi sento toscana nella praticità di fare le cose, nella spontaneità, nell’ironia, nel cibo e… nell’olio! Torno a casa ogni volta che posso, anche perché ho un ruolo attivo nell’azienda della mia famiglia». Letizia non nasconde però le difficoltà incontrate all’inizio in un contesto, quello capitolino, molto complesso, dove inserirsi non è immediato e il rischio di sentirsi emarginati è concreto se non si trova la chiave giusta per entrare nel mondo cinematografico. «Spostarsi è stato come andare in un paese che non parla la tua stessa lingua – dice – le persone qui sono più scaltre e veloci. Inoltre non è facile lavorare nel mondo del cinema perché non esiste un percorso canonico da seguire. Occorre fare tanti tentativi, cercare di farsi conoscere e capire qual è la strada migliore da intraprendere».

Letizia Toni ci ha messo un po’ a capire quale fosse questa strada. Non è stata la ragazza prodigio che appena adolescente bucava il grande schermo, ha dovuto sgomitare per prenderselo. ‘Sei nell’Anima’, il film che l’ha consacrata al grande pubblico, è arrivato nel 2024 e lei aveva 31 anni. Alla faccia di quel mondo che quasi impone ai giovani di essere già stabili prima dei trenta. Ma la popolarità improvvisa ha portato con sé sfide inaspettate. L’attrice confessa di aver vissuto con difficoltà il momento del “boom”: «Nessuno ti insegna a gestire il successo e io ho finito col subirlo. Mi sentivo inadeguata, un’inadeguatezza tremenda che ho messo un po’ a digerire e che mi ha reso molto insicura. Sembra paradossale dirlo, ma all’inizio l’ho vissuta un po’ male». Il vero significato della parola “successo”, però, lo ha scoperto lontano dai red carpet. Letizia ricorda con emozione l’incontro con una signora in stazione che, riconoscendola, scoppiò in lacrime: la sua interpretazione l’aveva emozionata profondamente perché le ricordava la propria storia personale. «I miei dieci anni di lavoro, ricerca e preparazione si sono condensati in quel momento lì – ci spiega – quello è stato il vero successo».

Il ruolo che le ha cambiato la vita, come detto, è stato quello di Gianna Nannini in Sei nell’anima, ed è arrivato in modo quasi magico. Un mese dopo essere stata assieme al padre al concerto della rocker nel maggio 2022, si è ritrovata a fare un provino “al buio”, senza sapere per quale ruolo fosse: «A giugno mi è stato proposto un provino – dice -. Mi chiedevano semplicemente di cantare una canzone pop-rock e di leggere un testo. Non era specificato il ruolo. Per la canzone all’inizio ho pensato a Loredana Bertè, ma non conoscevo i testi delle sue canzoni a memoria. Allora ho scelto ‘La differenza’ di Gianna Nannini. Pochi giorni dopo mi hanno chiamato: mi volevano a Roma a interpretare proprio Gianna Nannini. È stato un incredibile caso nella vita».

Il lavoro sul personaggio è stato profondo e introspettivo. Piuttosto che puntare su una semplice imitazione esteriore, Letizia è partita dall’interno, anche perché in certi casi è facile cadere nello stereotipo: «Più che studiare la gestualità o la voce, sono partita da una parte interiore. Questo mi ha fatto arrivare a una somiglianza esteriore senza che dovessi fare niente. Non è stato comunque un lavoro semplice perché il rischio di proporre una caricatura era alto; inoltre, certi personaggi realmente esistiti portano con sé aspettative altissime date dalla loro fanbase e da una storia artistica e musicale di enorme importanza. Quando ho conosciuto Gianna, invece, ho scoperto che eravamo veramente tanto simili, non solo a livello estetico. La nostra è una storia che ha tanti punti in comune, dal vissuto adolescenziale alle famiglie, oltre al fatto di essere entrambe toscane. Lei in me ha rivisto se stessa, e allo stesso tempo io mi sono rivista in lei». Il connubio ha funzionato, il pubblico ha apprezzato, il film è diventato rapidamente un successo e i premi ne sono stati una diretta conseguenza. Nel giugno del 2024 è arrivato il Nastro d’Argento come “Rivelazione dell’Anno”; pochi mesi dopo si è ritrovata a Firenze sul palco a cantare assieme alla “sua idola”, proprio quel palco che due anni prima osservava da fan assieme al papà: «È stato un momento meraviglioso. Trovarsi davanti a 10mila persone che cantavano è stato fortissimo, mi ha trasferito un’adrenalina che non avevo mai provato».

Oggi Letizia Toni, mentre è impegnata sul set di una nuova serie ambientata in Toscana, guarda già oltre. Se recitare è la sua professione, il suo sogno nel cassetto è passare dietro la macchina da presa. «Fare la regista sarebbe il mio sogno – dice – come chiusura del cerchio. Mi sto scrivendo delle cose che non so se avranno mai una messa in scena, ma approdare alla regia sarebbe proprio il mio traguardo». L’insegnamento più grande che ha tratto da questo percorso? L’importanza di osare e di affidarsi all’istinto artistico, superando le sovrastrutture e le paure. Perché, come dimostra la sua storia, non esiste una strada canonica per il successo, ma solo quella tracciata dalla propria determinazione.

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