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L’EDICOLA DEL FUTURO: UN PRESIDIO SOCIALE PER IL QUARTIERE

Intervista al titolare della Libreria Edicola Universo

di Lorenzo Lo Bianco, Lorenzo Torcini

Una grande evoluzione: dagli anni d’oro del passato  alla “nicchia” di oggi

Se guardiamo indietro, il mestiere dell’edicolante è cambiato radicalmente. Chi ha vissuto o sentito testimonianze degli anni ’80 e ’90 ricorda un mondo in cui il giornale era un bene primario e di massa. Oggi quel panorama è svanito, la funzione della rivista e del quotidiano è diventata “ovviamente molto più di nicchia”. Questo non significa però che la carta stampata abbia perso il suo valore, anzi, questa ha acquistato una nuova e inaspettata dimensione.

Per una specifica fascia della popolazione, specialmente per le persone più anziane, recarsi all’edicola non è un semplice acquisto, ma un rito che fa ormai parte della routine giornaliera. Il giornale diventa uno strumento per “impegnare la giornata”, un motivo per uscire di casa e sentirsi ancora parte di una comunità. È qui che l’edicola rivela la sua anima più profonda, quella di un luogo che, seppur definito da alcuni “antiquato”, continua a svolgere una “funzione sociale” fondamentale e insostituibile.

L’edicola moderna: l’integrazione è la soluzione

Oggi, approcciarsi a questa professione richiede la consapevolezza che l’edicola “pura” non è più economicamente autosufficiente, se non a prezzo di grandissimi sacrifici, come orari estenuanti che coprono l’intera giornata e la quasi totale assenza di giorni di chiusura. La strategia vincente, dunque, non è più la specializzazione estrema, ma l’integrazione di altri servizi.

L’esperienza diretta dimostra che l’edicola funziona quando si sposa con altre realtà, come la cartoleria o la libreria. Da questo punto di vista, il futuro non è nel vendere solo giornali e riviste, ma nel diventare un “punto multiservizi del quartiere”, un luogo dove, oltre ai quotidiani, si possano trovare articoli di diverse tipologie, dalla cancelleria ai libri.

Oltre l’informazione gratuita: il valore dell’autorevolezza

In un mondo in cui le notizie corrono veloci sui social e sono spesso accessibili gratuitamente, perché qualcuno dovrebbe ancora pagare per un quotidiano? La risposta risiede nella fiducia. Il lettore moderno non cerca solo il “fatto”, ma l’interpretazione autorevole. Come sottolineato nell’intervista, molti acquistano testate specifiche come il Corriere della Sera per leggere firme particolari, di cui ci si fida ciecamente.

L’obiettivo è farsi un’opinione basata sull’esperienza di professionisti che ne sanno più di noi. C’è una crescente consapevolezza del fatto che “non è che una cosa gratis è necessariamente una cosa veritiera”, e questo spirito critico è ciò che tiene in vita la carta stampata, nonostante il calo generale delle vendite.

Il “Presidio sociale”: l’edicola come luogo di incontro

L’edicola moderna è molto più di un banco di vendita; è quello che viene definito un “presidio sociale”. In un’epoca caratterizzata dal distacco emotivo dei centri commerciali e della grande distribuzione, l’edicolante resta una figura di riferimento con cui scambiare due parole.

L’edicola è un luogo di scambio continuo, si può discutere di musica con chi cerca una rivista sul tema o di politica con chi acquista il quotidiano. Questi momenti di interazione umana rappresentano il vero valore aggiunto, capace di compensare “il poco guadagno e il tanto lavoro”. Per gli anziani, in particolare, il saluto quotidiano così come uno scambio veloce di parole rappresentano una soluzione alla solitudine, un legame umano che li aiuta giorno dopo giorno.

Il ruolo delle istituzioni e la visione del futuro

Per sopravvivere, però, la passione non basta: serve anche il supporto delle istituzioni. Il Comune di Firenze, ad esempio, sta percorrendo una strada interessante, cercando di trasformare le edicole in punti decentrati dell’amministrazione pubblica. Grazie a collegamenti internet dedicati, i cittadini sono ora in grado di scaricare certificati e accedere a servizi comunali direttamente nel negozio sotto casa.

Tra cinque anni, l’edicola che conosciamo sarà probabilmente ancora più trasformata. Il distributore di giornali sta già integrando ogni giorno articoli alternativi, spingendo verso un modello di business che è già cambiato nei fatti. L’obiettivo finale è la trasformazione completa in un centro vitale per il quartiere.

Il consiglio ai giovani: passione come spinta

A chi oggi è interessato a rilevare un’edicola, il consiglio è onesto e diretto,  “è una bella sfida”, che richiede molto impegno e una dedizione totale sette giorni su sette, proprio per questo non si può intraprendere questo percorso senza una convinzione profonda e una passione reale. Come conclude l’intervistato, il segreto per resistere è amare ciò che si fa, perché solo così le lunghe ore di lavoro possono essere vissute non come un peso, ma come una forma di “divertimento” personale. In fondo, chi fa questo lavoro, lo fa perché gli piace ancora immensamente.

Articolo realizzato dalle classi del Russell Newton di Scandicci nell’ambito del Laboratorio di Edera “Il giornalismo in classe”.

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