RAME 13, MR. G, URTO e ALEC: quattro artisti per la sostenibilità.

Un’azienda tessile e quattro principi fondamentali: sostenibilità, economia circolare, handmade e km0.

Sono questi i temi centrali alla base del progetto lavorativo del Lanificio Mario Bellucci di Prato, una delle più antiche aziende tessili del territorio pratese che ha scelto di incentrare la propria attività sulla riduzione dell’impatto ambientale, sostituendo ogni fibra utilizzata con alternative maggiormente sostenibili.

Il progetto di Lanificio Bellucci

Lo scorso 22 luglio, proprio all’angolo tra via Ferraris e via De Sanctis di Prato, una cabina dell’Enel adiacente al Lanificio si è così trasformata in una torre dalle quattro facce colorate all’insegna dell’arte e della sostenibilità. La Kaizen Tower è un simbolo di rinascita, un continuo miglioramento, proprio come il concetto giapponese da cui prende il nome. 

L’iniziativa del Lanificio Bellucci esprime la volontà di portare una crescita costante sia all’interno dell’azienda che nel quadro generale delle ditte tessili e non.

Le opere d’arte realizzate sulle quattro facciate della torre mostrano i concetti legati alla sostenibilità più vicini al cuore del cittadino: la gestione sostenibile dell’acqua, il rispetto per la natura e il rispetto dell’ecosistema. 

Per la realizzazione artistica delle quattro facce della torre, il Lanificio Bellucci e i suoi collaboratori hanno curato ogni minimo dettaglio: la palette cromatica dei murales è stata infatti selezionata richiamando quella utilizzata dall’Onu per la rappresentazione grafica degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) delle Nazioni Unite e ha visto la partecipazione di quattro artisti provenienti dal Collettivo Calimaia di Firenze. 

I quattro artisti: RAME 13, MR. G, URTO e ALECT

Fra loro Ginevra Giovannoni, alias RAME 13: la sua Madre Natura dai capelli rossi tesse i fili di un mondo all’insegna dell’handmade, della sostenibilità e dell’economia circolare.

E ancora Giuseppe Di Carlo, in arte MR. G che ha utilizzato un lato della torre come un tavolo da disegno, realizzando la sua opera dal titolo “L’arrampicata (sociale) floreale”. Qui l’elemento floreale è ritratto nell’atto di arrampicarsi sulla parete, raffigurando la faticosa ma costante ascesa necessaria per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo. 

Il terzo artista è URTO. Il suo mantra è: “Dove c’è il maggiore, cessa il minore”, concetto dominante nel mondo animale. La sua opera, raffigurante un umano con foglie e placidi pesci come capelli: è dedicata a un uomo che non sovrasta più le altre specie animali, ma interagisce con loro e le protegge.

Infine Alessio Piccini, in arte ALECT: la sua opera d’arte rappresenta l’elemento acqua come diluvio energetico che si intreccia con la natura in tutte le sue manifestazioni. Due mani congiunte al centro simboleggiano il lavoro di squadra e  la collaborazione tra uomo e natura.  

Il progetto ideato dal Lanificio Mario Bellucci, che ha visto la creazione della Kaizen Tower, non ha quindi come obiettivo quello di mettere in risalto l’azienda dal punto di vista prettamente industriale, ma vuole essere un mezzo di unione per gli abitanti della città di Prato riguardo le tematiche collettive di sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio. 

Giorno dopo giorno i piccoli cambiamenti partono da dentro: sono cambiamenti impercettibili se presi singolarmente, ma insieme creano un complessivo effetto dirompente”.

di Giorgia Borgioli per Edera Online

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