Jenny Saville è una pittrice inglese, membro del Young British Artists.

La mostra di Saville a Firenze

Dal 30 settembre 2021 al 22 febbraio 2022 la città di Firenze ospita una delle più grandi pittrici viventi del panorama artistico internazionale, Jenny Saville (7 maggio 1970, Cambridge). La mostra è stata ideata e curata da Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento, promossa dal Comune di Firenze, organizzata da MUS.E e sostenuta da Gagosian. Un’opportunità unica per scoprire dipinti e disegni degli anni ’90 e lavori realizzati appositamente per l’occasione dall’artista. 

jenny Saville Firenze Mostra

Il percorso invita e coinvolge il visitatore in cinque tra i maggiori musei della città: Museo del Novecento, Museo di Palazzo Vecchio, Museo dell’Opera del Duomo, Museo degli Innocenti e Museo di Casa Buonarroti, illustrando la forte correlazione tra l’artista e i maestri del grande Rinascimento italiano. Un dialogo che educa all’arte contemporanea senza dimenticarne il contesto.

I disegni di Jenny Saville colpiscono per la loro accuratezza, i dipinti invece per la loro pittura materica e monumentalità. Lo sguardo dei soggetti dei suoi capolavori, così vivo, invita l’osservatore a entrare nell’essenza del dipinto.

Il movimento ripetuto di visi e corpi ricorda invece un frame cinematografico. L’artista oltrepassa il limite tra arte astratta e arte figurativa, dando voce a un umanesimo contemporaneo che colloca nuovamente al centro della storia dell’arte la figura, sia essa un corpo o un volto.

Jenny Saville si è lasciata alle spalle il postmoderno per ricostruire un acceso dialogo con la tradizione pittorica europea, in costante confronto con il modernismo di Willem de Kooning e Cy Twombly e la ritrattistica di Pablo Picasso e Francis Bacon. 

“I suoi nudi, i ritratti, gli studi sulla maternità, i suoi ‘compianti’, sono così esageratamente moderni, eppure così compiutamente classici, che ci sentiamo strattonati in opposte direzioni e non possiamo restare indifferenti; ne veniamo sopraffatti e dobbiamo ammettere di dover fronteggiare la pittura con tutti i sensi, profondamente coinvolti e interrogati davanti a quello che non stentiamo a vivere come misterioso shock visivo”.

Sergio Risaliti
Fulcrum, Jenny Saville

Fulcrum, Jenny Saville

Nell’opera Fulcrum, realizzata tra il 1998 e il 1999 e posta al centro del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, intravediamo tre figure femminili nude: sgraziate nella loro ostentazione di una fisicità violenta e disposte in maniera disordinata nello spazio. La potenza di questo dipinto dialoga con la compostezza degli affreschi e delle sculture michelangiolesche che lo circondano.

D’altronde, “l’esistenza umana è centrale per Seville: attraversando la propria, analizza anche quella delle altre donne. Il suo corpo diventa oggetto e soggetto di un’indagine dove la carne, le pieghe, la pelle prendono forma ricordandoci la forza e la fragilità della vita”, come afferma Maria Grazia Giuffrida, presidente dell’Istituto degli Innocenti.

Il tema della maternità è infatti ancora più forte nel momento in cui Saville diventa madre. 

di Ginevra Poli per Edera Online

Credits foto: Gregorio Poli

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