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IL PREZZO DI UN SOGNO

Il costo eccessivo del motorsport

di Jacopo Cantini

Il motorsport è da sempre sinonimo di passione, velocità e adrenalina. Molti ragazzi sognano di diventare piloti professionisti, magari di correre un giorno in campionati di alto livello come la Formula 1 o la MotoGP. Tuttavia, dietro il fascino delle gare e dei podi, si nasconde una realtà spesso poco conosciuta: i costi elevatissimi che le famiglie devono affrontare fin dagli inizi. Per approfondire questo tema abbiamo parlato con Alessandro Guiggi, giovane pilota che ha vissuto in prima persona l’ingresso nel mondo delle competizioni. La sua passione nasce da piccolo: «Ho iniziato con le minimoto all’età di 7 anni perché mi affascinava la velocità e la competizione di questo sport». Le minimoto rappresentano infatti il primo passo per la maggior parte dei piloti professionisti.

Un investimento importante

Quello che molti non immaginano è che il motorsport non è solo uno sport, ma anche un investimento economico considerevole. «Già nelle minimoto i costi sono alti», racconta Alessandro. Tra acquisto o noleggio del mezzo, manutenzione, gomme, iscrizioni alle gare, trasferte e carburante, la cifra può salire rapidamente, ancor di più quando ci sono trasferte lontane,  dove occorre trovare il posto dove dormire, dato che il weekend di moto inizia il giovedì sera e finisce la domenica dopo la gara. A questo si aggiungono casco, tuta omologata e protezioni, elementi fondamentali per la sicurezza ma anch’essi molto costosi.

Salendo di categoria, le spese aumentano in modo esponenziale. Nei campionati di moto giovanili, come il Civ, il Campionato italiano velocità, i costi possono diventare proibitivi per molte famiglie. «Senza sponsor è quasi impossibile andare avanti», spiega Alessandro. Ed è proprio la ricerca di sponsor una delle sfide più difficili per un giovane pilota.

Sacrifici e determinazione

Dietro ogni gara ci sono sacrifici non solo economici, ma anche personali. Allenamenti costanti, preparazione fisica e mentale, rinunce nel tempo libero: «Non è solo guidare. Devi allenarti molto, curare l’alimentazione e mantenere alta la concentrazione». Il motorsport richiede disciplina e maturità fin da giovanissimi. La gestione dello stress diventa una compagna di vita quotidiana, poiché un errore minimo può compromettere mesi di lavoro e investimenti. La famiglia gioca un ruolo fondamentale. Spesso sono i genitori a sostenere economicamente e moralmente il percorso sportivo dei figli. «Senza il supporto della mia famiglia non avrei potuto iniziare», sottolinea Alessandro.

Una passione che vale il rischio

Nonostante le difficoltà, il sogno continua ad attirare tanti ragazzi. Il motorsport insegna responsabilità, gestione della pressione e spirito competitivo. Anche se pochi riescono ad arrivare ai massimi livelli, l’esperienza resta formativa. Ogni sessione in pista diventa una lezione di umiltà, in cui l’atleta impara che il successo non è mai scontato e che la sconfitta è solo un dato da analizzare per migliorarsi. Questa scuola di vita i giovani piloti la porteranno con sé in ogni ambito professionale futuro, ben oltre l’asfalto dei circuiti. La capacità di prendere decisioni lucide a centocinquanta chilometri orari trasforma la paura in precisione, regalando una consapevolezza di sé che pochi altri sport sanno offrire. Il costo del motorsport agli inizi della carriera è quindi alto, talvolta molto alto. Ma per chi vive la pista come una seconda casa, il rumore del motore e la bandiera a scacchi rappresentano qualcosa che va oltre il denaro: rappresentano un sogno da inseguire, giro dopo giro.

Articolo realizzato dalle classi del Russell Newton di Scandicci nell’ambito del Laboratorio di Edera “Il giornalismo in classe”.

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