Esistono personaggi la cui fama è potenziata da dipinti e opere che li rappresentano: tra questi Federico da Montefeltro, famoso condottiero quattrocentesco e signore di Urbino, che nasconde una storia particolare che, nei suoi tratti privati, racconta una realtà contemporanea. 

Il meraviglioso ritratto (oggi conservato agli Uffizi) che Piero Della Francesca crea del ricco conte insieme alla moglie Battista Sforza ha reso l’immagine di Federico famosa in tutto il mondo. Una caratteristica del dipinto risalta più di tutte all’occhio dello spettatore: il naso del potentissimo signore, sporgente, ha uno strano taglio evidente appena sotto la fronte. Chiunque si soffermi a osservare attentamente l’opera si chiede il perché di quella evidente stranezza fisica. 

Durante un torneo a cavallo, intorno all’anno 1450, Federico subì un terribile colpo di lancia che, dritto in viso, lo ferì e lo sfigurò orribilmente facendogli perdere l’occhio destro. La tradizione gli attribuisce la frase: «Pazienza, ci vedrò meglio con un occhio che con cento!». La parte superiore del naso venne quindi recisa per permettergli di avere una visione periferica anche col solo occhio sinistro.

Ogni ritratto o raffigurazione di Federico che c’è giunto ne raffigura il profilo sinistro: lo vediamo in trono col figlio Guidobaldo nel dipinto di Pedro Berruguete, conservato nella Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino, o in armatura nella Pala di Montefeltro di Piero della Francesca (nella Pinacoteca di Brera), rigorosamente di lato, inginocchiato in adorazione verso la Madonna e il Bambin Gesù. 

Per esplicita richiesta del duca stesso, per coprire quella deformazione facciale, si preferì sempre mostrare il lato che lo valorizzava di più, e non si volle mai presentare la parte di volto meno bella, se rapportata al canone di ricerca estetica rinascimentale. Una scelta comprensibile se si pensa al gusto dell’epoca ma, d’altro canto, pur sempre non necessaria. Lo status di potentissimo e rispettato signore gli avrebbe tranquillamente permesso di presentarsi nella sua reale fisionomia: non vorrà però farlo mai.

La scelta del nobile urbinate è estremamente moderna se confrontata a una tendenza con cui si è trovato a rapportarsi chi oggi fa utilizzo dei più famosi social network come Instagram o Facebook. Postare sul proprio profilo una foto di sé non è quasi mai una decisione non ponderata: esporci a un pubblico più o meno ampio ci mette davanti al dilemma che, a livello più elevato, si è trovato a dover affrontare Federico da Montefeltro. 

Quante volte ci si trova, magari in un bar davanti a un buon cappuccino con un amico, a mostrare qualche foto, soffermandosi a cercare quella in cui “siamo venuti meglio” o dove appare il lato più accattivante. La ricerca della nostra apparenza migliore è diventata con l’esplosione massiva della condivisione social per molti utenti, soprattutto tra quelli della generazione Z, una vera e propria ossessione. Si vuole apparire sempre al meglio e, proprio come per la storia del ricco condottiero marchigiano, questo è dovuto soltanto ad una scelta estetica che preoccupa noi stessi e racconta una parziale verità.

Opere citate:

Piero della Francesca, Doppio ritratto dei Duchi di Urbino, 1467-72, olio su tavola, 47×66 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

Pedro Berruguete, Ritratto di Federico da Montefeltro col figlio Guidobaldo,  1476-77, olio su tavola, 136×82 cm, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.Piero della Francesca, Pala di Brera o Pala Montefeltro, 1472-74, tempera e olio su tavola, 251×173 cm, Pinacoteca di Brera, Milano.

di Olmo Paoletti per Edera 41, Community

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