Il periodo difficile che ognuno di noi sta attraversando, ci ha portato a essere circondati costantemente da un silenzio assordante, ma quello che ho vissuto io sulla mia pelle è differente. Spero caro lettore, attraverso la lettura di questo articolo, di riuscire oggi a farti percorrere un viaggio alla scoperta della natura nelle terre del Sudafrica. Là dove la mia quotidianità, ora frenetica e ora confusionaria, si è fermata in un istante per assaporare la bellezza della semplicità e l’immensità di quel paesaggio. Un luogo dove la moda e la tecnologia sembrano perdere ogni senso per far posto alla curiosità.

Indossare vestiti comodi, salire su una jeep e farsi accompagnare da una guida del luogo è tutto ciò di cui si ha necessità. Sono le cinque del mattino del primo safari della mia vita: all’alba, la natura si sveglia e il silenzio è padrone di un universo così distante dal nostro.

Gli ippopotami immersi in grandi pozze, ancora assonnati, sbadigliano emettendo un potente verso definito ‘ruggito’, esattamente come quello del leone. Con la schiena rivolta verso la luce del sole, spalancano le loro enormi bocche per stabilire gerarchie intrecciandole con quelle degli altri ippopotami. Nonostante il loro aspetto apparentemente goffo, questi animali sono considerati i maggiori responsabili di uccisioni di esseri umani in Africa. Non te l’aspettavi, non è così?

Nei pressi dell’acqua dormono adagiati sulla sabbia anche i coccodrilli. E fortunatamente, oserei dire! Non auguro a nessuno di vederli da vicino intenti a procurarsi cibo per sfamare le loro enormi bocche.

Spostiamo adesso il nostro sguardo sulla terra, dove antilopi di medie dimensioni dal manto lucido bruno-rossastro, dette ‘impala’, sono solite attraversare la strada con ampi salti. Ne ho viste alcune baciarsi sulla guancia, altre incastrare fra loro le corna. Quest’ultimo gesto, infatti, è caratteristico dei maschi in calore che combattono tra loro per il predominio emettendo rumori e rincorrendosi, mostrando con fierezza collo e corna.

E tra un facocero e l’altro, arriviamo così a parlare di uno degli animali più pericolosi del Sudafrica: il bufalo nero, il cui peso può arrivare addirittura fino a quasi una tonnellata. Solitamente le mandrie di questi bovini, composti da 400 individui, si spostano alla ricerca di pascoli verdi nella stagione delle piogge e amano immergersi nell’acqua e nel fango per termoregolarsi e togliersi di dosso i parassiti. Si dice che grazie alle loro corna, lunghe più di un metro, siano in grado di mettere in fuga persino un leone! Inoltre, riescono a mimetizzarsi alla perfezione tant’è che, anche io, sono riuscita solo ad intravederli.

E se ti capiterà – mio caro lettore – di visitare l’Africa, non potrai mancare di prestare attenzione alle scimmie! Si muovono in branco in mezzo alla natura e nei villaggi con grande agilità, perciò abbiate cura di cosa deciderete di lasciare in giro! L’eccezionalità di questi animali, che hanno letteralmente ‘rubato’ il mio cuore, è proprio il loro lato estremamente astuto, che si riflette nei loro atteggiamenti: sbucciano le banane, spostano gli oggetti, si grattano, sembrano osservarti e capirti, ma soprattutto frugano all’interno dei cassonetti. Questi ultimi, infatti, in Sudafrica sono sigillati con dei lucchetti molto robusti.

Ricordo che un giorno provai a scattare un selfie con una scimmia. Questa sgranò subito gli occhi e aprì la bocca spaventata proprio come L’Urlo di Munch!

Durante il safari, ho visto persino babbuini giocare con le antilopi, proprio come fossero bambini.

E poi ancora giraffe dal portamento elegante ed elefanti che vivono con serenità e pace in questo luogo permeato di magia. Non credo che avrò più il coraggio in vita mia di andare a uno zoo dopo aver visto un cucciolo di elefante, ancora poco esperto riguardo ai pericoli della vita, essere cullato dalla tenerezza della madre.

Andando avanti nel nostro percorso, non meno rari sono gli struzzi, spesso intenti a ricoprirsi di terra per trovare sollievo da fastidiosi parassiti, che disturbano costantemente anche altri animali costretti a adottare trucchi simili. In questi mesi abbiamo sentito parlare tanto di ‘distanziamento sociale’ e, in un certo senso, è proprio quello che tende a fare anche la parte maschile di questa specie: colui che domina dimostra la sua superiorità attraverso un atteggiamento fiero e la testa alta, mentre l’altro risponde a testa bassa mantenendo dal primo una certa lontananza.

E a proposito di animali che ‘regnano sovrani’, se intraprenderai un viaggio nelle lontane terre del sud, non potrai certo dimenticarti di andare alla ricerca di creature meravigliose quali leoni e leonesse.

«Non manca più nessuno, solo non si vedono…?». I ghepardi! Ai vertici della catena alimentare, questi mammiferi usufruiscono della loro vista per arrivare nei luoghi più lontani e privi di vegetazione. Hanno solo un difetto, ovvero amano particolarmente oziare. Passavo giornate intere sperando di vederne almeno uno, e chissà se la causa del mio mancato avvistamento non sia stata proprio questa sua caratteristica.

Elefante, leone, leopardo, bufalo e rinoceronte, sono considerati i Big Five del Sudafrica. Avete capito bene, tra questi c’è anche il rinoceronte. Della sua irascibilità sono testimone diretta dato che un pomeriggio, durante un’escursione di trekking, ne ho incontrato uno casualmente dietro a una siepe. L’animale, spaventato e infastidito dalla mia presenza, mi ha puntato il corno contro e ha emesso un soffio potente dalle narici. Se non fosse stato per i due ranger del villaggio, probabilmente a quest’ora non sarei qui a raccontarvi questa avventurosa storia. Oggi ripenso all’episodio con il sorriso sulle labbra, ma lo spavento allora fu notevole. Non era certamente in programma di trovarlo dietro l’angolo, né avrei mai pensato di rischiare la vita a causa di un rinoceronte!

E se vi è mai capitato di andare a visitare la costa orientale dell’Africa, dalla regione del Capo orientale al Kenya, certamente non vi sarete persi l’Ocypode ryderi, anche noto come ‘granchio fantasma rosa’. L’adulto di questa specie misura in media 35 millimetri di lunghezza. Il suo corpo presenta gambe lunghe e robuste, il carapace è quadrato e i suoi occhi sono lunghi steli. La sabbia dell’Oceano presenta enormi fori, dai quali spesso emergono queste creature. Infatti, questa specie di granchio fantasma ama scavare di giorno, ed emerge spesso di notte per nutrirsi.

E così, ecco che lentamente cala il tramonto, siamo giunti al termine di questo viaggio. L’aquila spalanca le ali spiccando il volo e in lontananza un branco di zebre attraversa il paesaggio in corsa.

Film? Documentario? No, vita. Un’esperienza meravigliosa, che ancora oggi mi fa venire letteralmente la ‘pelle d’oca’. Un silenzio interrotto solo da suoni e rumori della natura: non solo animali, ma anche fitte foreste, deserti, laghi e savane. Credo di essere stata contagiata anche io da un violento morbo, “il mal d’Africa”. O magari chissà, potrei considerare questa malattia l’antidoto per curare ogni pensiero negativo della vita. Un rifugio sereno attraverso il quale apprezzare una bellezza data molte volte per ‘scontata’. Che aspetti dunque, caro lettore, a visitare anche tu le meravigliose terre del sud?

di Ginevra Poli in Edera 42– collaboratrice di Edera

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