La situazione millecinquecentosessantadue giorni dopo la chiusura della fabbrica di Campi Bisenzio
di Alessandro Manzo
Millecinquecentosessantadue giorni dopo la chiusura della fabbrica ex GKN di Campi Bisenzio (FI) e l’inizio del presidio permanente da parte degli operai, sabato 18 ottobre, circa diecimila persone, tra le quali lavoratori, lavoratrici e cittadini solidali con la vertenza, hanno attraversato le strade di Firenze partendo dal Polo universitario di Novoli.
Verso la chiusura del percorso, il corteo ha deviato verso l’aeroporto “Amerigo Vespucci”. Dopo un blocco iniziale da parte delle forze dell’ordine, il corteo ha prima occupato interamente l’atrio dell’aeroporto e poi sfondato l’ultimo cordone di polizia e carabinieri che cercava di impedire a suon di cariche l’accesso al piano superiore, occupato la hall delle partenze. Il Collettivo di Fabbrica, in quanto «classe dirigente – dice Dario Salvetti del collettivo – si prende tutta la responsabilità» di quanto accaduto.
La vertenza della ex GKN si trova a uno stato in cui, come afferma Salvetti «il Consorzio industriale pubblico nato a luglio non è ancora operativo e non lo sarà praticamente per tutto l’anno» a causa della mancata nomina del revisore contabile. Da parte delle istituzioni, «un concentrato di ipocrisia» o, secondo alcuni membri del Cdf, una «volontà politica» che attraverso l’attesa mirerebbe a logorare la lotta operaia e a impedire che il piano di reindustrializzazione, garante della transizione ecologica della fabbrica, si concretizzi.


