Lenni B

Lenni B aveva esordito con Habitué nel 2019, fra le condivisioni degli amici su Instagram e l’enorme fan base del quartiere fiorentino di Rifredi, il suo territorio. Da qui, Lenni B è cresciuto e maturato da un punto di vista musicale, rimanendo allacciato alle sonorità del suo primo EP “Tempo Tape, Vol.1”. “Altezza” è l’ultimo singolo e non ci sorprende se lo troviamo nelle playlist di Amazon Music e “R&B” di Apple Music; questo perché nonostante le paure di non farcela, di non sentirsi adeguato, in un mondo dove la musica è liquida e sfuggente, Lenni B riesce a catturare alcuni aspetti della vita quotidiana rendendoli parole e musica.

“Altezza” è il tuo ultimo singolo, di cosa parla?

Chi mette le cuffie e clicca play, sentirà una descrizione di situazioni o dinamiche della vita di tutti i giorni, perché “Altezza” parla di un difetto del mio carattere, ovvero appunto quello di non sentirsi all’altezza delle situazioni. Inoltre affronto il parlo della forza di voler aggredire questa mia paura, della forza di combatterci.

Lo stile è sulla stessa linea di “Tempo Tape, Vol.1”, il tuo primo EP, come ti inquadri musicalmente?

Si sente subito qualcosa di diverso in realtà, c’è un sassofono, mi piace molto. Mi piace anche perché comunque come dicevi si alinea perfettamente allo stile del primo EP. Non mi piace definirmi, ma se proprio dovessi farlo mi sento molto urban pop, vicino alla trap o al raeggaeton. La sonorità di “Altezza”, che poi è quella di tutto il disco, è tra il soul e l’R&B.

Quanto conta Rifredi, il tuo quartiere, nella fase creativa delle canzoni?

Vivo il quartiere come senso di comunità e collettività, quindi direi che conta veramente tanto per me. I ragazzi sono i primi a darmi la spinta e a sostenermi; poi un quartiere come Rifredi ha dinamiche particolari: ci sono quelli più strani, ci sono i più tranquilli, ci sono tante sfaccettature sociali che mi danno una marcia in più nella composizione dei miei pezzi. Crescere a Rifredi, ma più in generale in un quartiere, è veramente d’ispirazione. 

Sei uno dei pochi a Firenze che è riuscito a creare tanta aggregazione nelle cose che proponi, cosa pensi della scena musicale fiorentina?

Penso che ci sia gente veramente brava a Firenze, artisti forti, preparati e con la volontà di farsi strada nel mondo musicale, ma il problema è che Firenze non è unita di base come città. Forse è dovuto al fatto che chi fa musica qua inizialmente non viene considerato come deve, quindi il suo atteggiamento spesso è quello di pensare al proprio orticello. Io non mi sento così, cerco sempre featuring e collaborazioni, senza dare adito a competizioni o gare. Ci sono poi alcuni ragazzi con cui ho stretto molto, come Samuele Proto, tiina, ZeroChampagne e Pep, tutti veramente eccezionali.

Il nuovo album sarà qualcosa di diverso – conclude Lenni B – molto bello e innovativo, grazie anche all’etichetta musicale Shed126, che a Firenze è nuova, unica, e grazie alla forza dei ragazzi che l’hanno fondata, propone sonorità fresche e professionali. Mi piace pensare che il momento arriva per tutti, più si collabora e meglio è, non è che chi arriva per primo vince, il momento arriva per tutti alla fine, basta continuare a lavorare.

di Tommaso Nuti per Edera Online

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