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COME GOCCE DI TEMPESTA, INSIEME PER GAZA

Edera 79, il numero speciale di ottobre, dedicato alla situazione drammatica nella Striscia

Editoriale di Lisa Ciardi – Foto di Mahdy Zourob per “I grant you refuge”

I giornalisti sono gli storici del presente, scriveva Umberto Eco. E oggi che la nostra storia è segnata dall’immane tragedia di Gaza, non potevamo non provare a raccontarla.

Pur sapendo bene che questo giornale, chiuso il 29 settembre, arriverà in edicola già superato dai fatti e, ci auguriamo, non da ulteriori elenchi di tragedie.

Forse qualcuno dei nostri reportage o delle nostre interviste sarà già storicamente vecchio, ma siamo convinti che questo numero di Edera vi aiuterà comunque a capire un po’ meglio una vicenda tanto tragica quanto complessa. 

Per raccontarla, abbiamo raccolto voci diverse, anche su fronti opposti, ma tutte unite dalla voglia di pace. Le abbiamo raccolte senza pregiudizi, senza preconcetti, provando a restituirvi tutta la complessità di questo dramma umano, storico, diplomatico, politico.

Perché anche di fronte alle morti, ai sequestri, al genocidio, esiste sempre una strada sottile per la luce, un pertugio per la pace. E quando i governi vedono solo la via della guerra, solo le ragioni dell’odio e della distruzione, i popoli, le persone, possono, anzi devono, chiedere e pretendere una strada diversa. Questo numero, il cui ricavato andrà interamente a Emergency, intende essere un piccolo contributo in questa direzione. Una goccia nel mare. Ma anche, come scrisse Orso (Lorenzo Orsetti) un invito a essere gocce con noi, insieme ai tanti che stanno provando a dare una mano, via terra e via mare. Singole gocce. E poi insieme pioggia. Temporale. Tempesta. 

Perché il silenzio non prevalga. Né l’indifferenza. Ma nemmeno l’odio.

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