Clara Woods - voce su tela
Clara Woods: voce su tela. 

Clara ha 15 anni e non parla, ma la sua arte è la sua voce; sogna e dà forma ai suoi sogni dipingendo: le sue tele sono il modo in cui comunica il suo mondo interiore e la sua realtà da adolescente.

Clara non crede di essere diversa, usa soltanto i colori al posto delle parole. La sua vita si è trasformata da quando dipinge ed è importante dipingere per lei e usare la sua arte per dire che la vita può essere bellissima e stimolante nonostante qualsiasi difficoltà. 

Nasce a Firenze il 10 marzo 2006 e la scoperta di un ictus prenatale arriva poco dopo: i dottori dicono che non potrà mai parlare, camminare, scrivere e capire e le prospettano un’esistenza da vegetale.

I suoi genitori, Carlo e Betina, non si rassegnano a questo destino e le insegnano che può fare ed essere quello che vuole, le insegnano la sua forza e la guidano nella scoperta della sua straordinarietà e dei suoi talenti. Clara, mostrando una grande forza e determinazione, stupisce tutti con i suoi continui progressi. 

«La storia di mia figlia è come il calabrone: per la fisica non potrebbe volare ma lui, non conoscendo la fisica, non ne sa nulla e vola lo stesso. Clara comprende tre lingue anche se non parla, corre nonostante alcune difficoltà motorie e dipinge tutti i giorni nonostante le avessero detto che avrebbe avuto le stesse possibilità di esprimersi di una pianta» racconta Betina, la mamma di Clara.

È proprio la pittura il grande talento di Clara: da piccola comincia a dipingere con una maestra che la segue nel suo percorso artistico ma dopo poco però si stanca e decide di smettere. È solo negli ultimi mesi del 2015 che riprende i pennelli per raccontare quello che ha dentro; all’inizio però la sua relazione con l’arte è molto difficile e sofferta.

«Clara non apprezzava quello che creava – continua la mamma – perché non riusciva a fare quello che esattamente immaginava nella sua testa e distruggeva tutte le tele che faceva o le ricopriva di pittura nera. Un giorno, però, le ho regalato un libro di Frida Khalo e il suo rapporto con l’arte è iniziato a cambiare.

Frida è diventata la sua ispirazione e Clara ha capito che poteva prendersi il suo spazio e che quello che dipingeva era bellissimo così com’era, un po’ come ha fatto Frida, libera, selvaggia e coraggiosa».

Le parole non servono nel mondo di Clara: ci pensano i suoi quadri a parlare e la sua arte diventa lo specchio di un coloratissimo mondo interiore reale e immaginario. Nel 2018 ha la sua prima mostra personale a Firenze, con un grande riscontro di critica e pubblico. Successivamente arrivano le esposizioni in altre 18 città tra cui Roma, Londra, Miami e Kobe. Clara inizia a farsi conoscere a livello internazionale e a sentirsi a casa in ogni luogo in cui la sua arte la porta.

«Io e Carlo abbiamo deciso di dare a Clara tutte le possibilità che il mondo alla sua nascita ha tentato di negarle. Clara deve avere il suo posto nel mondo, essere sicura di sé, essere felice e lavoriamo perché lei abbia un giorno la sua indipendenza, quando non ci saremo più – prosegue Betina -. Vogliamo trasmettere a Clara questo: può e deve realizzare tutto quello che sogna, non si deve sentire diversa, tutto è superabile.

Certo, a volte capitano giornate difficili: Clara è adolescente e spesso sente cose che non vanno in lei. Per questo la aiutiamo a esprimersi in tanti modi facendole fare anche la modella, perché si senta di poter essere se stessa e veda quanto è meravigliosa e unica e perché possa essere un esempio per tante altre persone che magari non hanno avuto la stessa possibilità di esprimersi in qualche modo.

Il suo cammino verso l’indipendenza è un messaggio di inclusione sociale che vogliamo lanciare e un invito a cambiare prospettiva sulla visione ancora limitata del concetto di disabilità, vissuta spesso con pietismo, come qualcosa che rende deficitari.

Noi vogliamo dire invece, attraverso la vita di Clara, che non è così e vogliamo abbattere tutte le barriere culturali di cui il concetto di disabilità continua spesso a nutrirsi. Sono arrivata ad un punto che non riuscivo più a conciliare il lavoro che avevo con la necessità di seguire Clara e la sua carriera artistica – continua – . Avevo un’azienda che andava molto bene, l’ho lasciata e ho deciso di fare un salto a occhi chiusi fidandomi di me, di Clara e della visione che avevo per lei. Questo salto coraggioso, lasciando tutto il resto indietro, ha cambiato le nostre vite: ho deciso di dedicarmi esclusivamente alla sua vita e ai suoi sogni, alle sue tele.

Per molte persone questa mia scelta è stata una follia ma io credo in mia figlia e in quello che sta facendo e portando di bello nel mondo. Ci sono spesso segni che mi arrivano come una rivelazione a ricordarmi che sono sulla strada giusta: come quando Clara viene riconosciuta per strada in qualsiasi parte del mondo: è emozionante ed è emozionante vedere la sua gioia.

Adesso curo la realtà Clara Woods a 360 gradi: dalla comunicazione alla vendita dei quadri. Le sue opere sono quotate sul mercato internazionale e vendute in Europa e oltreoceano. Su Instagram siamo molto presenti come famiglia e mi piace far vedere tutto di noi, i momenti belli e quelli meno belli, i successi di Clara ma anche le difficoltà della vita quotidiana, per mandare un messaggio di vita vera.

È Clara con i suoi colori che dipinge il nostro mondo e in questa realtà è presente ogni sfumatura. È quando vedo la felicità di Clara, la sua soddisfazione, la sua gratitudine che mi sento felice e realizzata: io per lei e con lei voglio fare la differenza e lanciare il messaggio che la disabilità è un valore». 

Clara oggi vive il suo sogno negli Stati Uniti. Ha da poco cambiato casa con la sua famiglia: da Firenze alla California; sta vivendo la sua nuova realtà come talento all’estero e frequenta una delle migliori scuole degli Stati Uniti.

Qui si sente inclusa ed è molto felice, i suoi sogni stanno diventando sempre più realtà: oltre all’arte, oggi è anche una cheerleader e sta trovando la sua strada per diventare modella. «I progetti per Clara sono tanti – conclude la mamma – vogliamo che siano in tanti a conoscere la sua storia e che questa sia un esempio per altri giovani, cosicché possano credere nei loro sogni come fa Clara con i suoi».

di Rebecca Pace in Edera 42– collaboratrice di Edera

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