Chissà quante volte di fronte ad un quadro, ad un’illustrazione o ad una foto, avremmo voluto che ad un certo punto prendesse vita. Sì, esatto, che cominciasse a muoversi come se vivesse. Che da fermo e immobile come è, cominciasse a compiere gesti e movimenti. Impossibile vero? E invece no… A rendere questa trasformazione realizzabile è Aria, una App scaricabile gratuitamente su IPhone o Android. Ma prima ancora è un’idea nata dalle menti di Tai Yuh Kuo, Manolo Turri e Raffaella Roccella, che oggi hanno costituito la loro Start Up che anima il mondo della grafica, delle immagini, della carta e soprattutto lo stupore della gente. Dei tre, sono Tai e Manolo a raccontare l’idea, parlando dell’inizio del progetto e di come l’applicazione possa essere utilizzata oggi. 

«Abbiamo sempre lavorato insieme e ci siamo sempre trovati benissimo nelle cose che facevamo. Lavoravamo in uno studio di motion design e avevamo l’idea di creare delle mostre dal nome “Alchemica” nelle quali le persone potevano andare in giro col cellulare ad animare le illustrazioni. D’altronde eravamo animatori, volevamo far vivere le tavole. La prima mostra “Alchemica” è stata organizzata nel dicembre 2016 e quindi abbiamo creato l’app collegata alla mostra che le animasse, con lo stesso nome». 

Le tavole presenti erano 16, ma la cosa poteva essere estesa ancora di più. «Abbiamo capito che poteva essere una cosa non solo legata alla mostra, ma usata per altri – proseguono -. Aria è nata quindi un anno dopo la mostra, nel dicembre 2017. È stata pura sperimentazione. Quando siamo partiti non sapevamo nulla di programmazione informatica e ci siamo rivolti ad amici del settore che ci hanno aiutato. Realizzata la parte tecnica sono partiti i progetti artistici come l’animazione dei vinili o di skateboard». 

Semplificando estremamente il punto di vista tecnico, nell’applicazione vengono inseriti i video animati e le foto che vengono collegate tra di loro. A quel punto basterà scaricare Aria e passare con la fotocamera sopra l’illustrazione per vedere la magia compiersi. L’app riconosce l’immagine e la anima con il video a questa abbinato. Il tutto rispettando ciò che sta intorno all’immagine stessa come un muro o un tavolo, o nel caso di una rivista, l’articolo scritto. 

«All’inizio, con la prima versione, era difficile far capire agli illustratori cosa davvero succedeva con l’utilizzo dell’app. Per partire ci sono voluti quattro mesi di lavoro – spiegano gli ideatori -. Ora partecipiamo a un sacco di eventi con la mostra ma la cosa importante è che vorremmo cominciare a utilizzarla in tanti diversi settori. L’obiettivo è semplificare e rendere possibile l’accesso alla realtà aumentata a tutti gli utenti e a tutti quelli che vogliono creare contenuti in essa. Il trend fino a oggi è che tutti vogliono avere la propria app di realtà aumentata, e questo crea una barriera enorme per gli utenti». Se sei ad esempio un Museo che vuole creare la sua app personale per la realtà aumentata, sicuramente ci dovranno essere delle spese economiche e di tempo. Con Aria questo sarà del tutto semplificato. «Crediamo che più che un nuovo media, sia qualcosa di rivoluzionario. Una sorta di nuovo Internet. Ad esempio si arriva in una città, si prende una mappa normale e, passandoci sopra col cellulare, appaiono tutte le linee della metro con le spiegazioni affiancate». Un nuovo mondo che in modo semplice e diretto punta a semplificare la vita delle persone ed emozionare.

«In questo momento è per noi un’opportunità di crescita eccezionale. È un grande stimolo perché abbiamo investito tanto anche dal punto di vista di formazione personale. E a volte lo diamo per scontato ma trovare persone con le quali lavori davvero bene non è assolutamente facile. Vediamo che quando le persone conoscono Aria restano a bocca aperta e questo ci fa tanto piacere. Ricordiamo quando ci invitarono al Lucca Comics e la gente si raggruppava tutta da noi. Lì ci siamo accorti che dovevamo fare qualcosa in più. Una cosa importante è che non vogliamo che le persone stiano sempre al cellulare. Non immaginiamo Aria utilizzata dai bambini su un libro o su un gioco. Come tutte le cose deve essere pensata e usata con intelligenza». 

Si tratta di un’idea che potrebbe andare a braccetto con tantissimi settori, tra i quali anche l’editoria e il giornalismo. Aria procede quindi spedita in tutti i suoi possibili sviluppi, con uni sguardo verso il futuro che sembra essere, in questo caso più che mai, del tutto animato.