Non fermiamoci a ieri

La notizia è di poche settimane fa: la commissione Ue ha collocato Firenze al primo posto in Europa per creatività e vivacità culturale. Un risultato che riempie d’orgoglio, ma che non sorprende considerando che fra i parametri ci sono musei e gallerie d’arte, visitatori dei luoghi culturali e pernottamenti turistici. Chi può battere Firenze nella qualità e ricchezza dei poli espositivi, nella bellezza del patrimonio artistico o nella quantità di visitatori che, giorno dopo giorno, vengono ad ammirarla? Siamo da secoli, fieramente, un faro mondiale in questi ambiti. Ma può davvero bastarci? È sufficiente, oggi, per mantenere la nostra identità in un mondo sempre più standardizzato. E soprattutto cos’è la nostra identità: quello che eravamo ieri o quello che ancora dobbiamo diventare?
Edera, due anni fa, è nata proprio per portare un contributo a questa riflessione. Un contributo piccolo certo, ma vivo e frizzante. Il nostro slogan è “La cultura cresce ovunque” e da questa convinzione siamo partiti. Pensiamo che anche Firenze non possa restare ferma a “ieri” e a “qui”. Firenze oggi non è solo Firenze: è un territorio vasto che include le periferie e altri comuni. La piana che si estende fino a Prato e Pistoia è ormai un unico grande agglomerato senza confini, dove creatività e nuove idee si accendono in luoghi spesso lontani dal centro. L’arte e l’artigianato prendono nuove strade e si intrecciano con la tecnologia favorendo settori produttivi all’avanguardia, dalla pelletteria all’alta moda.
Se vogliamo restare primi anche fra qualche secolo dobbiamo aprirci e pensare in grande. Perché in un mondo globale il provincialismo non paga. E il provincialismo è anche, e soprattutto, l’illusione di bastare a se stessi.

Lisa Ciardi