Intervista a Stefano Monda, disegnatore

 

La giornata tipo di uno studente fra i 14 e i 18 anni, probabilmente prevede che alle 14 la televisione si accenda e si riempia di personaggi gialli, vestiti in modo sempre uguale, che descrivono una società strana e folle. Stiamo parlando dei Simpson, sì.

Il cartone satirico di Matt Groening è andato in onda per la prima volta nel 1987, come intermezzo di show serali statunitensi, ma da lì in poi ha subito un’evoluzione esponenziale, diventando la sitcom più famosa del mondo. E c’è qualcuno che, dalla rielaborazione artistica di quei disegni, ha tratto un vero e proprio lavoro, su instagram.

 

Stefano Monda abita a Caserta, ha 20 anni e un’infinita passione per l’arte, ma anche per i Simpson. Scorrendo sulla sua pagina Instagram “steart_” incontriamo Will Smith, Jorge Lorenzo, Ronaldinho, Ibrahimovic e via discorrendo, tutti sorridenti, tutti gialli e davanti ad una casa che conosciamo molto bene: quella della famiglia Simpson. 

 

Perché proprio i simpson?

«È un cartone che adoro, mi piace da quando sono piccolo e lo guardo assiduamente; rispecchia la società americana, ma in realtà è un disegno molto più generale. Ho quindi unito le mie due passioni più grandi ed è nata questa cosa, che ancora non so bene cosa sia, ma mi piace molto, perché arte e cartoni animati mi hanno accompagnato da sempre».

 

Vedo che comunque i calciatori sono quelli più frequenti:

«Ho preso i Simpson che arte, ma poi ci ho aggiunto un po’ della mia terza passione, il calcio. Un utende di Instagram trova spesso ritratti con le famiglie dei calciatori, peroprio perché per la maggior parte dei casi sono loro che mi mandano le foto tutti insieme».

 

Cosa facevi prima di aprire la pagina “steart_”? 

«Disegno da quando ero piccolo e già a 4 anni guardavo i cartoni animati e li disegnavo, solo quelli. Poi col passare del tempo mi sono dedicato a ritratti e caricature su cartaceo, con matite e colori. Da un anno e mezzo a questa parte, in particolare ad agosto 2018, ho iniziato a lavorare digitalmente e ho cominciato a pubblicare i miei lavori online. E perché non iniziare proprio coi Simpson? La prima foto è di Mbappè, Cavani e Neymar».

 

Come ti metti in contatto con i soggetti disegnati?

«Inizialmente quando ho iniziato con i Simpson prendevo una foto da qualche profilo Instagram, disegnavo il personaggio e postavo il lavoro taggandolo. Con un po’ di fortuna il post vemniva guardato ripostato. Come puoi immaginare, facendo così c’è stato un enorme passa parola fra calciatori in particolare che si seguono su Instagram e sono arrivato ad un punto dove sono loro che scrivono a me, tutt’oggi è così, ne vado molto orgoglioso».

 

C’è qualcuno di famoso che ti ha scritto per un lavoro e che ti ha colpito in particolare?

«Scritto di persona no. Di solito con personaggi di un certo livello avviene tutto tramite amici e manager: mi hanno contattato personaggi famosi, famosissimi, fra cui Justin Bieber che poi ha anche ripostato sulla sua pagina, ringraziandomi. Poi Beckham, Will Smith, Marcelo e così via».

 

È una bella soddisfazione, non credi?

«Inizialmente quando entravo in contatto con i cosiddetti “vip” era una soddisfazione pazzesca. Lo è ancora, naturalmente, ma col passare del tempo non ci faccio molto più caso perché disegno veramente tanto ed è diventata quasi routine. All’inizio però quello che stavo facendo portava risultati positivi e mi rendeva molto orgoglioso».

 

C’è stato un ringraziamento in particolare che ti è piaciuto o che ti ha emozionato?

«In direct mi ringraziano in molti, mi dicono che sono un fenomeno, cose così… Poi però nella foto mi taggano e basta… forse si dimenticano di me! (ride, ndr)». 

Nel futuro? Questa pagina Instagram come la vedi?

«Inizialmente, come ti dicevo, lo facevo per hobby. Poi tantissime persone hanno cominciato a contattarmi per commissionarmi lavori e disegni: così sta diventando un vero e proprio lavoro. In futuro voglio continuare, evolvendomi con altri stili, facendo altre cose come crearmi un brand o instaurare collaborazioni importanti. Sempre insieme ai miei amici gialli». 

 

di Tommaso Nuti