Millecento giorni dopo, siamo ancora qua. Tre anni di Edera.

 

Di Tommaso Nuti

 

Circa millecento giorni pubblichiamo il nostro trentunesimo numero e questa volta scrivo riguardo a Edera perché effettivamente è un’occasione speciale per farlo.

Sono passati tre anni, festeggiati il 12 dicembre, lo stesso giorno in cui nel freddo dicembre 2016 abbiamo acceso i motorini e abbiamo girato per la prima volta nelle edicole di Firenze e dintorni, per consegnare la nostra rivista: inesperti, felici, ignari delle risposte degli edicolanti, speranzosi nel poter vendere qualche numero e inconsapevoli di tutto quello che sarebbe successo dopo. Eppure da quell’esclamazione “ragazzi e se facciamo una rivista cartacea?” buttata al vento in piazza San Marco dopo una soporifera lezione universitaria, di tempo ne sembra passato veramente poco. Trentuno numeri usciti in edicola, senza mai saltarne uno, cinque edizioni di EderaNight, poi Edera Racconta con Bisio e Fresi, due edizioni di Edera Day, qualche lezine all’Università e la proiezione del nostro primo cortometraggio “Il silenzio dove batte il sole”. È tempo di bilanci perché a ripensarci, di cose ne abbiamo fatte e circa millecento giorni dopo, siamo ancora qua: 31 numeri, più di 300 articoli pubblicati, più di 100 ragazzi che hanno scritto con noi. Tutto autofinanziato e senza scopo di lucro. Siamo veramente orgogliosi di tutto questo e non smetteremo mai di ringraziarvi.

Di solito sono due le considerazioni che ci vengono fatte: qualcuno sostiene che tre anni per una rivista siano pochi, altri pensano che siano tanti senza mai far notare un cenno di difficoltà, economica o logistica. Ai primi rispondiamo che sono pochissimi, perché se dovessimo quantificare i giorni di vita di Edera in base a tutte le idee che ci vengono in mente e il modo di metterle in atto, la nostra ribista avrebbe già almeno dieci anni. Ai secondi rispondiamo che siamo sommersi da difficoltà di tutti i tipi, da sempre. Siamo sempre riusciti ad autofinanziarci grazie a chi si abbona, a chi compra la rivista o gadget vari, a chi partecipa attivamente ad un progetto che ha come obiettivo riportare i ragazzi a scoprire il piacere di leggere, di condividere momenti culturali che tanto sono etichettati come “da adulti”, ma che in realtà riempiono le location di ragazzi e ragazze. Ad ogni evento in cui viene presentato il nostro progetto ci piace sottolineare che nella nostra esperienza “l’importante è andare, non importa dove”: insomma, stiamo viaggiando sopra una nave che ha quindici piloti fissi, tantissimi collaboratori esterni e centinaia di lettori che crescono ogni mese di più e siamo in mare aperto, non vogliamo fermarci mai.

 

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