Ragazzi, salvatevi da soli!

Negli ultimi mesi i giovani, giovanissimi, sono stati alla ribalta delle cronache per la loro voglia di salvare il mondo. Ispirati da Greta Thunberg, hanno strigliato e rimproverato le vecchie generazioni, chiedendo agli adulti di occuparsi finalmente sul serio di questa nostra unica e fragile casa chiamata Terra. Eppure, in questi stessi mesi, i medesimi ragazzi sono finiti sulle pagine di cronaca anche per tantissime morti tragiche fra droga, rave e abuso di alcol. E, in questi casi, a essere chiamati in causa sono stati quasi esclusivamente gli adulti. Come se toccasse a loro, e solo a loro, fare qualcosa. Ovvero controllare, punire, verificare, fare leggi e prevedere divieti per salvare le vite dei più giovani.
Quello che sembra rimasto in secondo piano (e lo dico senza voler giudicare nessuno e con tanta umana vicinanza alle vittime e ai loro cari) è il concetto di responsabilità. Siamo responsabili di noi stessi. Tutti. Se non fin da bambini, sicuramente già da ragazzi. E abbiamo in mano le nostre vite. Anche quando scegliamo di ubriacarci, di drogarci, di esagerare. O viceversa, quando decidiamo di dire no.
Ben vengano le leggi (anche se si potrebbe aprire un lungo dibattito su quale sia la direzione migliore da prendere, se quella dei divieti o delle legalizzazioni). Ben vengano i controlli e i tentativi sicuramente apprezzabili di gestire meglio il mondo della notte e dei locali, mettendo limiti, misure di sicurezza, servizi aggiuntivi. Ben venga insomma tutto quello che gli adulti possono fare. Ma nessuno può salvarci da noi stessi. E pochi possono farci più male. Da giovani, come da vecchi. Se davvero crediamo nei ragazzi, la prima cosa da fare è mandare loro un messaggio e un appello: per favore, salvatevi da soli!

 

di Lisa Ciardi

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