Il XXI secolo sta diventando l’era dei bambini. Mentre il mondo e l’umanità sono sempre più vecchi, i giovanissimi sembrano aver trovato un nuovo ruolo. Quello di coscienza collettiva, di pungolo, di sollecitazione a non perdere di vista ciò che è giusto. Di monito a non dimenticare quello che, semplicemente, arriva dal cuore. Non dal cervello. Ma neppure dalla pancia. Dal cuore.
Ce lo dimostra il caso di Greta Thunberg, la ragazzina svedese che ha risvegliato l’attenzione mondiale sui temi ambientali. Ce lo ricorda la storia di Simone di Torre Maura, che da solo ha sfidato i militanti di Casapuond portandoli su un piano di buonsenso e umanità, ormai così difficile da trovare in politica. E ce lo ribadisce, sia pur in modo diverso, la vicenda di Ramy e Adam che sono riusciti a gestire il sequestro da parte di un pazzo psicopatico che stava portando un intero scuolabus di studenti dritto verso la morte.
I bambini di oggi vivono immersi in un mondo difficile. Sentono attorno a loro la tensione e i conflitti dei nostri tempi. Ma sembrano avere più anticorpi per reagire. Forse perché, come diceva Pennac, i bambini se ne fregano delle cause. Puntano solo allo scopo.

 

Lisa Ciardi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *